Note di regia
“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Ma quando un attore legge per noi, quel tempo diventa uno spazio condiviso, un teatro della mente.”
(Daniel Pennac)
Da un libro nascono le storie,da leggere da raccontare da rappresentare con la fantasia del nostro regista e dei nostri giovani Attori...e poi con i bambini che diventano protagonisti
In un’epoca sempre più digitalizzata, veloce e caratterizzata da una continua sovrabbondanza di stimoli, nella quale l’attenzione viene costantemente sollecitata e la fruizione dei contenuti si fa sempre più rapida e frammentaria, diventa quanto mai necessario restituire ai bambini uno spazio nel quale poter rallentare, ascoltare, immaginare e stare insieme.
La nostra Benedetta D'Amato ha avuto l'idea di far nascere un progetto che ho chiamato NARRALIBRO, e che vuole avvicinare i bambini alla lettura e alla letteratura non soltanto attraverso il rapporto individuale con il libro, ma recuperando anche una dimensione più antica e originaria della narrazione: quella del racconto ascoltato insieme, quindi l’essenza e l’origine più pure del teatro. Prima ancora che il libro fosse disponibile a tutti, prima ancora che le storie venissero fissate sulla pagina, gli esseri umani si sono raccontati storie. Le comunità si raccoglievano intorno a un fuoco, a un braciere, in una casa o in una piazza e qualcuno iniziava a raccontare. Gli altri ascoltavano. I più piccoli imparavano ad ascoltare dai più grandi, a conoscere il mondo attraverso le storie, a riconoscersi nei personaggi, a tramandare a loro volta ciò che avevano ricevuto. È anche questa dimensione che il progetto vuole recuperare: il piacere di stare insieme ad ascoltare qualcuno che racconta. È, in qualche modo, il ritorno ideale a quel momento in cui ci si sedeva attorno al braciere e il nonno raccontava una storia. Non perché si voglia riprodurre nostalgicamente un mondo che non esiste più, ma perché quella situazione contiene un elemento ancora oggi fondamentale: una comunità di persone riunite attorno a una storia. Il libro diventa quindi il punto di partenza per ricostruire una relazione umana fatta di ascolto, attenzione, condivisione e rappresentazione. L’attività principale sarà quindi costituita dal racconto interattivo di alcune fiabe, dai Fratelli Grimm ad Hans Christian Andersen, da Gianni Rodari e da altri grandi autori, capaci di parlare all’immaginazione dei bambini di ogni generazione. A questa prima fase di ascolto seguirà il laboratorio teatrale vero e proprio. La storia appena ascoltata verrà infatti restituita dai bambini attraverso la parola, il corpo e l’azione. Saranno anche loro, in seguito, a reinventare ciò che hanno ascoltato, a ricostruire la vicenda, a interpretare i personaggi, a inventare dialoghi e situazioni, a modificare alcuni elementi della storia e, quando possibile, a immaginarne sviluppi o finali alternativi insieme agli attori. In questo passaggio avverrà il naturale incontro tra letteratura e teatro, proprio attraverso l’oggetto libro. Particolare attenzione sarà dedicata al racconto “all’impronta”: un esercizio apparentemente semplice che permette di lavorare contemporaneamente sulla memoria, sulla capacità di sintesi, sulla proprietà linguistica, sulla dialettica, sulla sicurezza nell’espressione e sulla capacità di trasformare un’esperienza di ascolto in una narrazione personale. Il bambino non sarà quindi soltanto spettatore della storia: diventerà progressivamente ascoltatore, narratore, interprete e autore. In questo senso, il progetto vuole recuperare una funzione della letteratura che precede il libro stesso: quella di riunire le persone attorno a una storia, come un piccolo braciere simbolico.
I nostri attori Benedetta D'Amato, Alessandra Lelii e Lorenzo Pluchino si alterneranno nel raccontare tre delle favole più belle di sempre: Mignolina di Andersen, I musicanti di Brema dei F.lli Grimm e Lo schiaccianoci di Hoffmann, dando voce e corpo a tutti i personaggi. Alla fine, i bambini saranno coinvolti in un laboratorio interattivo.