Note di regia
“Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese.”
(Oscar Wilde)
Il titolo originale The Importance of Being Earnest ha un doppio senso intraducibile perfettamente: significa sia "L'importanza di chiamarsi Ernest" sia "L'importanza di essere onesto/serio”. Infatti in inglese, il nome proprio Ernest (Ernesto) si pronuncia esattamente allo stesso modo di earnest (serio, onesto, sincero, affidabile).
Wilde gioca sul fatto che i protagonisti della commedia sono tutt'altro che onesti (sono anzi bugiardi e superficiali), ma si chiamano "Ernest" (o fingono di farlo) per apparire affidabili e rispettabili.
Brillante, ironico e irresistibilmente attuale, L’importanza di chiamarsi Ernesto è il capolavoro con cui Oscar Wilde smaschera, attraverso il gioco della comicità, le ipocrisie e le contraddizioni della società.
Tra identità inventate, equivoci sentimentali e dialoghi fulminanti, i protagonisti si muovono in un mondo dominato dalle apparenze, dove il prestigio sociale conta più della verità e l’amore stesso sembra sottostare alle regole del buon costume.
Jack Worthing e Algernon Moncrieff conducono una doppia vita per sfuggire alle convenzioni della rispettabilità vittoriana, dando origine a una girandola di situazioni paradossali e irresistibilmente comiche. Ma dietro il ritmo leggero della commedia e la raffinatezza del paradosso, Wilde costruisce una critica lucida e pungente verso una società incapace di autenticità.
Con la sua scrittura elegante e tagliente, Wilde trasforma il teatro in uno specchio deformante capace di rivelare il ridicolo nascosto dietro il conformismo sociale, il culto delle apparenze e il moralismo borghese.
La Compagnia G.o.D.o.T. mette in scena la commedia più famosa del più grande scrittore, poeta e drammaturgo irlandese, la cui scrittura ha la stessa forza prorompente degli autori classici greci, come Aristofane, che di solito scegliamo.
Uno spettacolo vivace, elegante e satirico, dove il riso diventa strumento di libertà e la leggerezza di Wilde si rivela capace, ancora oggi, di mettere in discussione le convenzioni della società e le maschere con cui scegliamo di vivere.
Vittorio Bonaccorso
Trama:
Jack Worthing è innamorato di Gwendolen, ma la madre di lei, la severa Lady Bracknell, si oppone al matrimonio quando scopre che lui è un trovatello. Per giustificare le sue fughe dalla campagna, Jack ha inventato l'esistenza di un fratello scapestrato di nome Ernesto. L'amico Algernon scopre il segreto. Algernon si reca nella tenuta di campagna di Jack e si finge il fratello Ernesto, finendo per conquistare il cuore di Cecily, la pupilla di Jack. Anche Cecily è ossessionata dal nome Ernesto. Quando Jack torna annunciando la "morte" del fratello, la situazione degenera con l'arrivo di Gwendolen. Le due donne scoprono l'inganno ma decidono di perdonare i fidanzati quando si rendono conto che entrambi si chiamano realmente Ernesto. L'enigma viene risolto grazie alla governante di Cecily, che riconosce nella borsa in cui fu trovato Jack da neonato la stessa borsa smarrita anni prima, rivelando che lui è il fratello maggiore di Algernon. Il suo vero nome è proprio Ernesto.