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Amor de milonga

con

Associazione Rosso Tango Ragusa
Federica Bisegna
Vittorio Bonaccorso

Note di regia

T come Tango, come Teatro.

Se si pensa alla Milonga la memoria va subito ai testi più antichi del Tango, di cui Borges resta il più raffinato cantore. Ma con questa parola si identificano anche quelle piccole - grandi sale, nelle quali il fumo delle sigarette e l’aroma dei liquori di mescola al profumo sensuale delle donne, prede e predatrici ad un tempo, impegnate a disegnare nell’aria vorticose linee, che ti ammaliano più di quanto possa fare la musica stessa. I loro movimenti sinuosi, fintamente succubi dei comandi del partner di turno, appartengono ad un’arte ancestrale della seduzione che si rinnova nelle note della danza, in un continuo dialogo fatto di impercettibili gesti che si traducono in domande e risposte, in respiri ed apnee, in accelerazioni improvvise e momenti di immobilità assoluta, dove il tempo sembra dilatarsi a dismisura.
Quando si comincia a studiare il Tango la prima cosa che si deve imparare è camminare insieme al partner e trovare una sintonia negli spostamenti, come se a muoversi fosse un unico essere. In questo c’è una similitudine fortissima con il Teatro: tutte e due le discipline hanno bisogno di equilibrio e, soprattutto, di intesa per raggiungere uno stesso obiettivo. Il Tango infatti è più di una semplice danza; è una mentalità, un modo di vivere, un sentimento che avvolge l’anima e conquista la mente, così come il Teatro non è la semplice rappresentazione di una storia. Entrambi vivono e si nutrono della totale dedizione di chi li frequenta e dell’improvvisazione, dell’invenzione del momento, ma filtrate attraverso regole rigorose e precise. Come avviene per il Teatro, che ha bisogno di osmosi continue, così il Tango non è fatto per essere vissuto sempre con lo stesso partner, perchè lo scopo è quello di creare una concatenazione di cortocircuiti, una trama fittissima di corde che vibrano ancor prima dell’esibizione.
L’adattamento di Amor de Milonga, che rinnova una produzione della Compagnia G.o.D.o.T. del 2006 e cioè Sognatangos, è di Federica Bisegna e si rifà sia a testi di tanghi famosi, vere e proprie storie fatte di passione, coltelli e sensualità, sia a racconti di autori vari, filtrati attraverso la lente di ingrandimento dell’ironia. La musica dal vivo dell’Astor Trio Tango di Catania insieme alla danza dei ballerini di Rosso Tango Ragusa, ci conducono in questa poetica quanto malinconica atmosfera.

Vittorio Bonaccorso