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"Se temete la solitudine non sposatevi" (A. Cechov)

Sono convinto che tutto quello che facciamo passi, in qualche modo, da quell’inclinazione acquisita con la ripetizione degli stessi atti, dalla consuetudine, in una parola: dall’abitudine. Persino l’amore non sfugge a questo meccanismo. È solo nella sublimazione di tale routine che si può trovare la ragione vera degli sforzi di ogni giorno per dare significato alla nostra esistenza; cioè è in quel passaggio diretto da "vapore acqueo" a "cristalli di neve", saltando lo stato "liquido", che è racchiusa la magia di noi poveri mortali.
La maggior parte degli esseri umani si accontenta del risultato finale, della "neve"; altri, pochissimi, muniti di uno speciale microscopio naturale, riescono a carpire questo passaggio così delicato ed improvviso e a tramutare la ripetitività in qualcosa di nuovo ed inconsueto. E’ la differenza che esiste, per esempio, tra l’essere semplicemente attori o registi e l’essere "artisti". A teatro questa speciale lente di ingrandimento può essere rappresentata dalla "poesia", la sola in grado di allontanarci dall’assuefazione. Al contrario, se tutto nasce da un’imposizione, allora niente è positivo ed appagante. E’ dalla suddetta considerazione che sono partito per realizzare questo progetto, che poi è diventato testo teatrale nelle mani di Federica Bisegna. Ho messo a paragone due cose apparentemente lontane tra loro: il teatro, inteso come "bottega artigianale", come fucina d’invenzione, e il matrimonio. Se non nascono entrambi da una scelta d’amore finiscono per diventare, col tempo, gabbie dalle quali è difficile uscire: il primo perchè inteso come qualsiasi altra attività o, peggio ancora, percepito come "mestiere", nel senso più becero della parola, per tirare a campare; il secondo perchè condiviso da due persone forzate a stare insieme dai più svariati motivi. Da ciò ho tratto uno spunto comico, sul quale ho costruito lo spettacolo con gli allievi Senior dei nostri corsi, i quali sono stati messi alla prova anche con piccoli estratti da testi di autori importantissimi. Una struttura piena di rimandi e di citazioni, per dare la possibilità ai discenti di confrontarsi con pietre miliari della storia del teatro e della letteratura mondiali.

Vittorio Bonaccorso