LA BARRACA Omaggio a F.G.Lorca



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Nel 1931 Federico Garcìa Lorca viene nominato direttore della compagnia Teatro Universitario La Barraca. Questa compagnia riceve l’incarico di portare in giro la propria produzione nelle più remote aree rurali della Spagna. Lorca amava recitare, leggere, interpretare i suoi versi e le sue pièce teatrali davanti agli amici e agli studenti dell’università. È durante questo tour con La Barraca che Lorca scrive le sue opere di teatro più note.

Un poeta non muore mai perche’ continua a vivere nei versi che ha scritto. Il mancato ritrovamento dei resti di Lorca, dopo la sua fucilazione, sembra suggerire proprio questo.
Ho immaginato un Federico redivivo che, in compagnia dei suoi vecchi amici, continua a recitare e a dirigere le sue piu’ famose opere teatrali, i personaggi delle quali si materializzano in scena come fantasmi evocati dal poeta. Egli stesso, deus ex machina dello spettacolo, e’ in scena con una serva-nutrice, spirito buono e saggio della casa e presente in molte delle sue opere teatrali, interpretato da Federica Bisegna, con la quale dialoga.
Pur essendo un artista geniale ed esuberante, Lorca ha mantenuto verso la propria attivita’ creativa un atteggiamento severo chiedendo ad essa due condizioni essenziali: amor y disciplina.
Lo stesso atteggiamento di amore e disciplina con il quale i nostri allievi si trovano davanti ad una sfida non facile: confrontarsi con la parola di uno dei più grandi poeti e drammaturghi di tutti i tempi. Una parola che, come quella di Shakespeare (al quale Lorca guarda spesso nei suoi drammi), è azione, emozione, immagine e che non ha bisogno di nessun orpello perche’ vive di se’ stessa.

Vittorio Bonaccorso