LUMIE DI SICILIA Recital in dialetto



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Micuccio, contadino, anima semplice e puro di cuore, aiuta Teresina, sua compaesana, a diventare una grande cantante perchè crede nel suo talento e per farlo è disposto a sacrificare tutto quello che ha. Di fatto Teresina in pochi anni, diventa Sina Marnis, una stella che si esibisce per il mondo e conduce una vita "leggera" mentre Micuccio rimane "il Micuccio di sempre", ad attenderla nel suo paesino in ricordo del loro amore. Ed è questa condizione che lo spinge a cercarla senza valutare il passare del tempo e dei luoghi, sino a scontrarsi con la realtà. Nella visione pirandelliana, entrambi risultano sconfitti, perchè non vi è vittoria nella mancanza di presa di coscienza. Anche la madre di lei, "zia Marta", nella sua qualità di mediatrice, risulta impotente di fronte alla realtà. Definita da Gerardo Guerrieri "un’amarissima Traviata pirandelliana", la pièce si propone come schema umano della distruzione delle illusioni di fronte alla realtà.

Vittorio Bonaccorso