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Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare

con

gli allievi della compagnia
Costumi - Federica Bisegna
Regia e Scena - Vittorio Bonaccorso

Note di regia

 Dopo i risultati entusiasmanti che abbiamo ottenuto insieme ai nostri piccoli-grandi allievi del gruppo Junior, con due copioni che per ragazzi non sono, e cioè La sinfonia del destino e Rivoluzionari cercasi, abbiamo voluto osare navigando verso William Shakespeare.
Ci è parso che Sogno di una notte di mezza estate potesse essere l’occasione per i nostri ragazzi di avvicinarsi al Grande Bardo nel modo migliore. Ci serviva, infatti, un testo che potesse unire tutti gli elementi tipici della favola ma, al tempo stesso, avesse le peculiarità di un’opera conosciutissima ed importante. Un testo, insomma, che fosse sia onirico che ironico.
Sembrano due aggettivi inventati proprio da Shakespeare: “onirico” , infatti, è l’anagramma di “ironico”. Le stesse lettere, composte in modo diverso, contengono entrambi i significati. Proprio come in quest’opera, dove il mondo degli uomini condivide con quello degli spiriti le stesse emozioni, gli stessi sentimenti, pur essendo agli antipodi. In fondo, anche gli antichi Greci (la storia è ambientata appunto ad Atene) immaginavano che gli dei avessero fattezze antropomorfe e provassero collera, gelosia, invidia, amore proprio come gli esseri umani.
Molte le citazioni di classici: Bottom si trasforma in Asino proprio come Lucio ne l’Asino d’oro di Apuleio; tanti i rimandi a testi dello stesso Shakespeare: nell’amore osteggiato di Ermia e Lisandro c’è, forse, in nuce Romeo e Giulietta. Ritroviamo anche il gioco del teatro nel teatro, tanto caro ad Amleto, nella pedestre e comicissima rappresentazione organizzata dagli artigiani.
Anche in questo caso, così come nel lavoro con il gruppo Adulti di quest’anno, la prova è impegnativa, soprattutto perché non abbiamo fatto sconti al testo, tranne per piccoli tagli dovuti ed alcune licenze nell’adattamento curato da Federica Bisegna. Per quanto mi riguarda, vedere ragazzi di quest’età entusiasmarsi per questo testo, capire ed esprimere nel modo più compiuto intenzioni difficilissime anche per i più esperti attori, assumere nei confronti della realizzazione dello spettacolo un rigore assoluto, li considero già come la vittoria di questa ardua scommessa.

Vittorio Bonaccorso